venerdì 21 ottobre 2016
martedì 18 ottobre 2016
domenica 16 ottobre 2016
TESTIMONIANZE DEI SOPRAVVISSUTI AI CAMPI DI CONCENTRAMENTO NAZISTI
GIOVANNI MILLO: «Ho preso tante legnate e tanti pugni sulla faccia che avevo letteralmente rotti tutti i denti. Quando ci portavano qualcosa da mangiare era una brodaglia nera. Non so quanti colpi di moschetto mi sono preso in tutte le parti del corpo. In ogni momento del giorno e della notte ci interrogavano facendoci le domande più strane. Quando siamo usciti, quelli che sono usciti, dopo 40 giorni, pare incredibile ma è la verità, tali erano state le sofferenze fisiche e morali che quando ci siamo trovati fuori non ci conoscevamo più l'un l'altro. Una parte di coloro che sono stati rastrellati in quella circostanza è stata trasportata nei campi di sterminio in Germania. Durante la mia permanenza in Risiera ho potuto vedere per strane combinazioni, che vi erano dentro pure dei bambini e adolescenti da 8 a 15 anni».
GIORDANO BASILE: «Subimmo ogni sorta di sevizie e maltrattamenti. Non potrei dire a quanti interrogatori fui sottoposto. Come conseguenze ebbi una frattura all'occhio destro e alla spalla destra e subii pure una infiltrazione polmonare, oltre alla depressione generale di tutto l'organismo, depressione dalla quale non ho potuto riprendermi ».
LUIGI JERMAN: «Essendo impiegato presso la raffineria di S. Sabba, ebbi più volte occasione di passare per ragioni di lavoro lungo il pontile, dove i soldati tedeschi portavano i sacchi delle ceneri dei cadaveri che venivano bruciati nei forni crematori della Risiera. Ho potuto vedere nel fondo del mare molte ossa umane, resti cioè di cadaveri che non poterono essere completamente bruciati».
BRUNO PIAZZA: «Dovetti sdraiarmi sul tavolato [...] ma ero stato fortunato, mi spiegò la sentinella, perché tutti quelli che finivano là dentro venivano prima bastonati [...]. Incominciarono a parlare le voci della notte. Dal bunker accanto al mio udii un uomo che mi chiamava piano: "Sono sepolto vivo da 40 giorni, non posso respirare, ho sete. Dammi una sigaretta. Forse stanotte sarò fucilato. Fammi fumare l'ultima sigaretta [...]". E subito dopo dall'altra parte una voce di donna: "Ne ammazzano ogni notte qualcuno. Li portano nel cortile e poi li ammazzano con un colpo alla nuca. Dopo ogni sparo i cani urlano [...]. Siamo tutti partigiani".
GIORDANO BASILE: «Subimmo ogni sorta di sevizie e maltrattamenti. Non potrei dire a quanti interrogatori fui sottoposto. Come conseguenze ebbi una frattura all'occhio destro e alla spalla destra e subii pure una infiltrazione polmonare, oltre alla depressione generale di tutto l'organismo, depressione dalla quale non ho potuto riprendermi ».
LUIGI JERMAN: «Essendo impiegato presso la raffineria di S. Sabba, ebbi più volte occasione di passare per ragioni di lavoro lungo il pontile, dove i soldati tedeschi portavano i sacchi delle ceneri dei cadaveri che venivano bruciati nei forni crematori della Risiera. Ho potuto vedere nel fondo del mare molte ossa umane, resti cioè di cadaveri che non poterono essere completamente bruciati».
CAUSE DELLA SHOAH
CAUSE DELLO STERMINIO
Le cause dello sterminio della popolazione di religione ebraica son da ricercare nella mentalità di superiorità della "razza" ariana su tutte le altre, per cui zingari, ebrei, ecc. non erano all'altezza del popolo ariano, infatti nei campi di concentramento furono svolte delle ricerche scientifiche sulla modificazione genetica degli ebrei per farne degli esseri biondi con gli occhi azzurri tipici del popolo tedesco.
CAUSE DELLO STERMINIO
Le cause dello sterminio della popolazione di religione ebraica son da ricercare nella mentalità di superiorità della "razza" ariana su tutte le altre, per cui zingari, ebrei, ecc. non erano all'altezza del popolo ariano, infatti nei campi di concentramento furono svolte delle ricerche scientifiche sulla modificazione genetica degli ebrei per farne degli esseri biondi con gli occhi azzurri tipici del popolo tedesco.
FASI CRONOLOGICHE DELLA SHOAH
Nel 1922 va al potere Benito Mussolini che fonda un regime basato sulla violenza e sulla gerarchia. Il sistema delle squadre speciali del partito (camicie nere) piace molto a Hitler che ne prenderà spunto.
1923 Germania. Un giovane pittore, ex combattente della I guerra mondiale, tenta un colpo di stato e viene arrestato. In prigione scrive una specie di programma politico. Era Adolf Hitler e il suo libro, il Mein Kampf, descrive abbastanza bene cosa vuol fare della Germania e dell'Europa.
Nel 1933 Hitler vince le elezioni e diventa capo del governo.
Tra il 1933 e il 1935 tutte le opposizioni vengono messe fuori legge, le libertà democratiche sospese, un pacchetto completo di leggi stabiliscono norme di comportamento degli abitanti tedeschi di razza ebraica. (Leggi di Norimberga).
Nel 1935 viene avviato un programma di eliminazione della popolazione handicappata e malata di mente. L'opposizione della chiesa e dei cittadini fa retrocedere il governo. Intanto si diffondono campi di lavoro e reclutamento per gli oppositori politici del regime e persone sgradite alla civiltà germanica.
In politica estera la Germania si annette tutti i territori con cittadini tedeschi: Austria, Renania, Cecoslovacchia.
Nel 1939 c'è un' aggressione della Polonia. La questione ebraica diventa pressante. Si fa strada l'idea di trovare una “SOLUZIONE FINALE”.
Tra il 1939 e il 1941 quando la guerra sembra andare bene la questione degli ebrei resta sullo sfondo: vengono rinchiusi in ghetti (Varsavia) o eliminati sul posto (Kiev). Quando ogni possibilità di trasferimento coatto diventa impossibile viene pianificata l'eliminazione sistematica di tutti gli ebrei d'Europa.
Nel 1942 vengono creati campi di lavoro per gestire gli schiavi slavi e gli ebrei abili al lavoro. Gli altri smistati verso campi di sterminio, costruiti appositamente per l'eliminazione di massa . Tra il '42 e il '44 i campi lavorarono a pieno ritmo.
In tutta l'Europa occupata una macchina burocratica molto sofisticata andava a cercare gli ebrei quasi uno a uno, casa per casa: leggi, procedure, uffici, funzionari erano predisposti esclusivamente per la gestione della soluzione finale.
A fine '44, quando la guerra era segnata, il progetto fu abbandonato. Il 27 gennaio 1945 il campo di Auschwitz, fu conquistato dalle forze armate sovietiche in rapido avanzamento verso Berlino.
martedì 11 ottobre 2016
Ruoli nel Gruppo
Noi siamo i membri dello ''Shoah Group'' e questi sono i compiti che ci siamo assegnati:
Riccardo:Informatico
Lorenzo:Portavoce
Michele:Scrittore
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